Resina in cucina: l’alternativa alle piastrelle senza fughe

Per anni il rivestimento della cucina ha significato quasi automaticamente una cosa: piastrelle.

Funzionano, sono resistenti e fanno parte dell’immaginario della cucina. Ma hanno anche un elemento che, soprattutto dietro piano cottura e lavello, può diventare poco pratico: le fughe.

Grasso, vapore, sugo e residui finiscono inevitabilmente sulle pareti. Per questo una superficie continua può cambiare molto il modo in cui la cucina viene vissuta e pulita ogni giorno.

Nel video mostriamo perché utilizziamo la resina come rivestimento per la cucina e quali possibilità offre rispetto alle soluzioni tradizionali.

Il problema non sono sempre le piastrelle. Sono le fughe.

In cucina una superficie viene messa alla prova continuamente.

Gli schizzi non arrivano soltanto sul piano di lavoro. Olio, acqua, pomodoro, caffè e condimenti finiscono anche sul retro cucina, proprio nei punti in cui le fughe possono diventare più difficili da mantenere pulite.

Con un rivestimento in resina senza fughe, la parete diventa invece una superficie continua.

Meno interruzioni, meno punti critici e una pulizia quotidiana decisamente più semplice.

Resina al posto delle piastrelle in cucina

Utilizzare la resina non significa semplicemente eliminare le fughe.

Significa anche poter trattare il rivestimento come una parte vera e propria del progetto di interior design.

La superficie può essere liscia e uniforme oppure avere leggere sfumature, velature e texture. Il colore può dialogare con il piano cucina, con le ante o creare volutamente un contrasto.

E non siamo obbligati a fermarci ai colori pieni.

La lavorazione manuale permette di introdurre effetti materici e, quando il progetto lo richiede, anche decorazioni e disegni realizzati direttamente sulla superficie.

Il paraschizzi smette così di essere soltanto una zona tecnica e può diventare uno degli elementi che caratterizzano tutta la cucina.

È facile da pulire?

È probabilmente una delle domande che ci vengono fatte più spesso.

Ed è anche uno dei motivi principali per cui una superficie continua ha senso proprio in cucina.

L’assenza di fughe permette di passare il panno sulla superficie senza incontrare scanalature o giunzioni.

Naturalmente, come per qualsiasi materiale, è importante utilizzare detergenti adatti e seguire le indicazioni di manutenzione. Ma nell’uso quotidiano la semplicità di pulizia è uno dei vantaggi più immediatamente percepibili.

È per questo che nei nostri video preferiamo sporcare davvero le superfici e mostrarne il comportamento, invece di limitarci a dire che sono facili da pulire.

E vicino ai fornelli?

Una cucina mette alla prova i materiali anche attraverso calore, graffi e utilizzo frequente.

Per questo la scelta della resina e soprattutto del ciclo applicativo e della finitura protettiva deve essere fatta in funzione della posizione e del tipo di utilizzo.

Non tutte le superfici della cucina vengono sottoposte alle stesse sollecitazioni.

Il lavoro corretto parte quindi dal supporto, continua con la scelta del materiale e termina con una protezione adeguata alla zona su cui si sta intervenendo.

Ancora una volta, non conta soltanto “mettere la resina”, ma come viene realizzato l’intero sistema.

Una cucina senza fughe può essere anche più personale

C’è infine un aspetto puramente estetico.

Le piastrelle vengono scelte tra formati, colori e collezioni esistenti. Con una superficie lavorata artigianalmente il processo può essere diverso.

Si può partire da una tonalità precisa, modificarla, creare un campione, aumentare o ridurre il movimento della superficie e sviluppare una finitura specifica.